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Maierà, il borgo delle Ceramiche e della Contessa Giulia Carafa

Quando ci si riferisce a Maierà, qualcuno usa l’appellativo di “Borgo della Ceramica”, per testimoniare il grande patrimonio artistico che, sorprendentemente, qui si può incontrare ad ogni svolta passeggiando per il suo centro storico: un vero e proprio museo a cielo aperto.

Con la sua storia millenaria, le sue opere d'arte e i suoi sapori autentici, Maierà è un luogo che incanta e conquista i viaggiatori, regalando un'esperienza indimenticabile sia agli amanti dei borghi tipici, sia agli appassionati di trekking e natura. Perdendoci assieme tra i suoi vicoli e le sue leggende, scopriamo insieme di più sul borgo di Maierà.

Dove si trova Maierà

Due sono le possibili etimologie del nome Maierà: la prima, e più accreditata, rimanderebbe al termine greco "Makhairas", che vorrebbe dire "coltellaio" (non a casa gli abitanti del borgo venivano descritti nel 1750 come “uomini impetuosi come coltelli”); la seconda invece alluderebbe alla parola ebraica M’ara, che vuol dire Grotta. In effetti Maierà si trova all’interno di un’area naturalistica estremamente variegata, ricca dei monti, delle grotte e della flora che costituiscono il Parco Nazionale del Pollino.

Situato nella provincia di Cosenza, a 86 chilometri dal capoluogo, il borgo di Maierà sorge alle porte del Pollino, a 360 metri sul livello del mare.

La storia di Maierà

Tutti sanno che il borgo di Maierà è separato dal vicino paese di Grisolia dalla suggestiva "Vallata dei Mulini" (luogo in cui possenti mulini di pietra si ergevano in passato, a sorreggere l’economia di questa terra). Solo pochi però conoscono il mito dietro questa separazione, tramandato ancora oggi tra le viuzze del paese. La leggenda narra infatti che i due borghi vennero separati per stessa volontà divina, allo scopo di porre fine a una disputa che vedeva protagonisti due giovani (uno majeraioto e uno grisolioto), innamorati di una stessa fanciulla di Grisolia.

Oggi dalla Piazza Antica si possono ancora ammirare i resti di questi mulini di pietra. Passeggiando tra le strade invece, il Palazzo Ducale e la Chiesa di Santa Maria del Piano testimoniano la storia del borgo: nato come insediamento dei monaci basiliani nel 500 d.C., e divenuto feudo prima e ducato poi nel corso dei mille anni successivi.

Oggi Maierà è un borgo apprezzato dai turisti amanti della tradizione, che fanno di questo paese una tappa imprescindibile dei propri viaggi tra la Riviera dei Cedri e il Parco Nazionale del Pollino.

Cosa vedere a Maierà

I vicoli del Borgo

Tra le attrazioni più belle del borgo non possiamo non annoverare i vicoli e le strade di Maierà. Queste viuzze sono infatti un vero e proprio museo a cielo aperto, impreziosite da opere d'arte moderne e ceramiche frutto in particolar modo dei validi progetti lanciati negli ultimi anni dal Comune di Maierà, volti a valorizzare il centro storico e incentivare il lavoro degli artisti locali (tra di essi non possiamo non citare Ceramica Viva e Via delle Ceramiche d’Italia).

Le strette viuzze del centro storico di Maierà sembrano quasi un labirinto in cui perdersi risulta un piacere, e dove murales, opere in ceramica e sculture moderne possono sorprenderci a ogni svolta.

Le Grotte di San Domenico

Allontanandoci dai vigneti e immergendoci nel centro storico troveremo una chiesa splendida, d’architettura neoclassica, edificata nel XV secolo e rimaneggiata nel corso dei secoli.

Si tratta della Chiesa di Santa Maria Assunta, che custodisce al proprio interno dipinti preziosi, sculture lignee e oggetti sacri che raccontano la devozione e la fede del popolo verbicarese.

Il Parco Nazionale del Pollino

Da Maierà è possibile intraprendere diversi percorsi attraverso il Parco Nazionale del Pollino, una delle maggiori attrazioni dell’Alto Tirreno Cosentino.

Immerso nella natura incontaminata del Parco Nazionale del Pollino, Maierà offre agli amanti del trekking e dell'avventura la possibilità di esplorare sentieri panoramici e paesaggi mozzafiato. Da non perdere infatti sono gli scorci che in città si aprono da piazza Croce, piazza Castello e dal Rifugio in località Anzirrone. Con le sue vette imponenti e le sue foreste secolari, questo parco è un paradiso per gli escursionisti e gli amanti della natura.

Monumenti e Chiese

in costruzione.

Nel suggestivo Palazzo Patrizio, nel cuore del centro storico, potrete trovare il Museo del Peperoncino, nato da un'idea dell'Accademia Italiana del Peperoncino, e protagonista di un turismo intensivo, che offre ai suoi visitatori un viaggio affascinante attraverso la storia e la cultura di Sua Maestà il Peperoncino.

Tra le varie esposizioni, la "Via del Peperoncino" racconta la storia dei seimila anni di avventure del peperoncino in tutto il mondo, mentre una sezione dedicata alla pubblicità e alla fantasia quotidiana mostra una collezione di salse provenienti da ogni angolo del globo.

Cosa mangiare a Maierà

La vera sfida però sarà andar via da Maierà senza aver assaggiato i piatti tipici del territorio, dato che passeggiando per i vicoli del borgo i profumi della gastronomia locale cattureranno di certo i vostri sensi, rendendovi difficile andar via a stomaco vuoto.

La pasta fatta in casa è la regina della tavola di Maierà, accompagnata da condimenti tradizionali come il sugo di carne di capra e i peperoni arrostiti. Tra i piatti tipici da non perdere ci sono i fusilli al sugo, le lagane e ceci con il peperoncino rosso, le tagliatelle ai funghi porcini e il baccalà con peperoni fritti. Ottimi anche i formaggi locali e i dolci tradizionali come le "Chinule" e le "Cannaritole". Il tutto viene esaltato dai pregiati vini rossi di Maierà: compagno ideale per un viaggio gastronomico indimenticabile.

Conclusioni

Speriamo che questo tour vi sia piaciuto, ma fidatevi: a Maierà c’è ancora molto altro da scoprire, perciò se avete in programma una visita in questo borgo pieno di natura e storia, noi di Ad Hoc Travel siamo sempre pronti ad aiutarvi a ottimizzare il vostro tempo, scoprire la città e visitare il più di questa terra meravigliosa incastonata tra mare e natura, e che regala capolavori nascosti lungo ogni tratto del cammino.

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